La cintura dei fornitori tedesca e i cluster ingegneristici austriaci sono entrati in una nuova fase di turbolenza questa settimana: Schaeffler ha annunciato consistenti riduzioni di personale, i gruppi industriali hanno avvertito Bruxelles di imminenti cambiamenti regolamentari per i plug‑in hybrid, e il calendario del passaporto batteria dell’UE si avvicina. Gli sviluppi sono rilevanti per lavoratori, concessionari e acquirenti di flotte in entrambi i Paesi — e per i fornitori che esportano intensamente tra Austria e Germania.
Germania: lo shock di Schaeffler — 3.460 posti e chiusure di siti
Il 3 novembre 2026 Schaeffler ha avviato un nuovo “programma di miglioramento delle prestazioni” che ridurrà 3.460 posizioni in tutta Europa, circa 2.660 delle quali in Germania, e chiuderà cinque siti (quattro in Germania). L’azienda ha dichiarato che le misure mirano a sovracapacità nel powertrain e nella R&D e dovrebbero generare circa 300 milioni di euro di risparmi annuali a partire dal 2030, producendo costi una tantum di circa 480 milioni di euro, per lo più rilevati nel 2026. Schaeffler ha inquadrato l’intervento come un tentativo di mantenere competitivo lo sviluppo e la produzione in Germania e in Europa.
I tagli interessano sia la produzione sia la R&D — Schaeffler afferma che circa il 50% dei ruoli coinvolti è nella produzione e il 30% nella R&D — e includono piani concreti per stabilimenti (tra i nominati Dortmund, Morbach, Berlino e Schwalbach). La direzione ha sottolineato un “contributo di solidarietà” e ha detto che l’azienda cercherà di compensare alcune perdite creando ruoli in settori futuri come la robotica.
Austria: chiusure, tagli all’ingegneria e sofferenza per i fornitori
Il mercato del lavoro austriaco sta già assorbendo diverse riduzioni nell’automotive e nell’ingegneria. Nemak ha comunicato ai dipendenti ad aprile che chiuderà lo stabilimento di Herzogenburg entro il primo trimestre 2027 (circa 330 posti interessati), AVL List ha annunciato ripetute riduzioni del personale a Graz (tre tornate per un totale di circa 980 posizioni in due anni), e Veritas Austria ha dichiarato che chiuderà Mieders entro la fine del 2026 interessando circa 80–90 posti mentre la produzione si trasferisce all’estero. Questi annunci evidenziano come la ristrutturazione dei fornitori in Germania riverberi rapidamente nella base di fornitori austriaca.



