Forze dell’ordine in Germania e Austria hanno eseguito perquisizioni coordinate questa settimana che hanno portato all’arresto di 13 persone e al sequestro di auto, contanti, immobili e conti bancari congelati nell’ambito di un’indagine guidata dall’Ufficio del Procuratore Europeo su frodi IVA su vasta scala nel commercio di veicoli di alto valore. L’operazione — denominata “JAVELIN” dall’EPPO — è incentrata su uno schema transfrontaliero a carosello che gli investigatori ritengono abbia causato alle autorità fiscali UE una perdita di circa €100 milioni.
Come avrebbe funzionato lo schema
Secondo l’EPPO, le perquisizioni si sono svolte il 4 e 5 novembre 2026 in Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania e Polonia e hanno coinvolto oltre 900 funzionari fiscali e agenti di polizia. Tredici persone sono state arrestate in Germania e Austria e più di 50 sospetti sono sotto indagine. L’EPPO riferisce che sono stati eseguiti ordini di sequestro per circa €26 milioni e che decine di auto di lusso, contanti, attività in criptovalute, un’arma da fuoco e orologi di pregio sono stati confiscati. “Tutte le persone sono considerate innocenti fino a prova contraria da parte dei tribunali competenti,” ha aggiunto l’ufficio.
I pubblici ministeri descrivono un classico carosello IVA costruito attorno all’importazione e alla rivendita di veicoli costosi: le auto venivano importate o dichiarate come vendute transfrontalmente a cosiddetti “missing traders” a Berlino che acquistavano a prezzi netti ma poi avrebbero riscosso l’IVA dagli acquirenti tedeschi per poi sparire senza versare la tassa. Società intermediarie “buffer” aiutavano quindi a nascondere la catena prima che le auto lasciassero nuovamente il paese o fossero rivendute, permettendo così richieste fraudolente di rimborso IVA. L’EPPO stima i profitti illeciti generati dallo schema intorno ai €100 milioni.
Il ruolo di Austria e Germania
Il Ministero federale delle Finanze austriaco (BMF) riferisce che gli investigatori austriaci si sono concentrati su consegne di veicoli per un valore di circa €80 milioni nell’ambito dell’indagine austriaca, e che la perdita di gettito legata a quelle attività in Austria supera i €10 milioni. Le autorità austriache segnalano 12 perquisizioni domiciliari in Tirolo e Vorarlberg e che 84 dipendenti dell’amministrazione finanziaria austriaca hanno partecipato alle misure nazionali; tre sospetti sono stati arrestati in Austria e due cittadini austriaci sono stati fermati dalle forze tedesche.
La partecipazione tedesca all’operazione JAVELIN ha coinvolto procuratori a Mannheim e Berlino e uffici per le indagini fiscali in diversi Länder, con unità della polizia aeroportuale e della polizia di stato che hanno assistito nelle perquisizioni e nei sequestri. L’azione tedesca avrebbe incluso il congelamento di conti bancari e l’esecuzione di sequestri patrimoniali a Berlino, tra le altre misure.
Cosa significa per il mercato
Per concessionari, acquirenti e assicuratori in Germania e Austria l’indagine mette in luce due rischi immediati: un controllo più intenso sulle transazioni transfrontaliere di auto usate e di concessionario a concessionario, e la prospettiva di misure di applicazione rapide (congelamento di conti, sequestri di veicoli, sequestri patrimoniali) che possono immobilizzare stock e capitale. Operazioni EPPO di portata analoga negli ultimi anni hanno ripetutamente preso di mira reti che utilizzavano concessionarie, società cartiere e documentazione di esportazione per occultare frodi; l’operazione JAVELIN dimostra che le autorità continuano a dare priorità ai canali di commerciazione di auto di lusso.
I gruppi di concessionarie e le associazioni di categoria devono aspettarsi richieste di documentazione più completa sulla provenienza, sul trattamento IVA e sulle prove di trasporto; banche e assicuratori potrebbero aumentare la due diligence sui clienti e sulle transazioni nel commercio di veicoli. Per i dipendenti e i fornitori di servizi locali il rischio è di interruzioni dell’attività durante le indagini anche quando la gestione o i proprietari sono i principali obiettivi.
L’EPPO e le autorità nazionali affermano che l’indagine è ancora in corso e che ulteriori arresti o incriminazioni sono possibili mentre gli investigatori analizzano i dati e i beni sequestrati. “Tutte le persone sono considerate innocenti fino a prova contraria,” ha ribadito l’EPPO.
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Fonti: European Public Prosecutor’s Office (EPPO); Ministero federale delle Finanze austriaco (BMF); Handelsblatt



