Volkswagen ha assegnato a uno degli stabilimenti tedeschi maggiore visibilità un nuovo ruolo: il 28 ottobre 2026 l’azienda e la Sassonia hanno inaugurato una linea industriale di smontaggio presso lo stabilimento di Zwickau, creando ciò che VW definisce il suo primo Hub per l’Economia Circolare. Per automobilisti, concessionari e officine la mossa promette ricambi originali a prezzi inferiori; per i dipendenti è una scommessa su nuove tipologie di lavoro in fabbrica — ma arriva in un contesto di persistente incertezza sulla produzione di veicoli nello sito dopo il 2031.

Cosa è stato aperto a Zwickau

La nuova linea entrerà in piena operatività nel 2027 ed è pianificata per smontare 4.100 veicoli pre‑serie e a fine vita all’anno con un ritmo su due turni, impiegando inizialmente 100 dipendenti riqualificati. Volkswagen afferma che il CE‑Hub recupererà ricambi originali, batterie e materiali riciclabili per il riutilizzo e la rivendita. Il governo statale della Sassonia e VW hanno presentato le prime otto stazioni takt della linea al lancio del 28 ottobre.

Volkswagen ha posizionato Zwickau come il centro di competenza del Gruppo per le attività legate all’economia circolare. L’azienda prevede fino a €90 milioni di investimenti nel sito e lo Stato Libero di Sassonia fornisce un sostegno fino a €10,7 milioni per il progetto. Documenti interni di VW mostrano inoltre un piano a tappe per espandere la capacità di smontaggio fino a 15.000 veicoli all’anno entro il 2030 se il concetto si dimostrerà scalabile.

Come funziona l’hub (breve)

L’operazione separa tre filiere di valore da ciascun veicolo restituito: (1) ricambi originali testati per la rivendita tramite reti di concessionari e servizi, (2) batterie per valutazione, riparazione o usi in seconda vita prima del recupero dei materiali, e (3) metalli e plastiche recuperati per il riutilizzo nella produzione. Volkswagen dichiara che piattaforme dati e IA seguiranno i flussi di materiale e la qualità per rendere i componenti recuperati utilizzabili su scala.